aurora's profile_AURORA_e con 'sto nome ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
_AURORA_e con 'sto nome che vuoi pure il titolo?"Al mondo mai nulla di grande è stato fatto senza passione" |
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Mavvaccagare va, manco fossi Baricco...Dopo anni (almeno cinque se la memoria non mi inganna) di onesto servizio questo blog se ne va in pensione. Per la mia sindrome "con-me-hai-chiuso-ti-cancello-come-ho-fatto-a-scrivere-una-cosa-così-ommioddio" ho cancellato molte cose scritte qui ed è un peccato (a volte).
Spero che quelle due o tre persone che leggono le cose che scrivo mi delizieranno con i loro commenti qui
Anche se di certo finirò a fare le Rustichelle all'autogrill, nel mio progetto letterario ci sono i commenti e le critiche degli amici che ispirano volo-involontariamente tutto quello che scrivo.
Frammenti o della gente che incrocio: PietroL’anno che lei se ne era andata si parlava solo dell’esame di maturità a casa loro. Vedeva suo fratello studiare, preso da un’irrazionale ansia ma con lo sguardo che temporeggiava fin troppo oltre il giardino, verso il vialetto trafficato che portava alla spiaggia. Per gli altri l’estate era cominciata già da una settimana. Per suo fratello, non ci fosse stato Pietro, non sarebbe mai arrivata. Studiava con lui tutti i pomeriggi. In veranda c’era un grande tavolo bianco di ferro, bucherellato e rotondo, e in due ci si stava larghi. Pietro restava seduto davanti a quegli incomprensibili scarabocchi matematici per delle ore, con la testa tra le mani, e torturava la sigaretta, accesa tra le dita. Quando finalmente si alzava per spiegarle a suo fratello, pareva che quelle cose le avesse sapute da sempre. Il meglio era quando raccontava storie, era allora che lei non perdeva occasione di stare nei paraggi. Dante amava una donna e aveva tanta paura di non piacerle, spaventava Ungaretti mentre raccontava la sua guerra, e quel Mattia Pascal era morto o no? Pietro aveva iniziato da subito a popolare tutte le sue notti e in sogno le dichiarava amore eterno come fosse stata una di quelle ragazze vere che non lei non vedeva studiare mai. Ora era cambiato tutto. Gli anni distanti, la nostalgia, la solitudine avevano davvero cambiato ogni cosa ed i sogni di una bambina per un giovane uomo parevano quasi ridicoli in confronto allo scorrere del tempo. Eppure quell’estate era tornata ad essere davanti ai suoi occhi, in una serata calda, sotto quella stessa veranda. Provava tenerezza per la bambina innamorata che era stata, e per il buon Pietro che, ogni volta che si chiudeva alle spalle il pesante cancello di ferro e percorreva il vialetto di ghiaia del giardino, la guardava e le sorrideva, da uomo a bambina. Quando Pietro entrò in casa quel giorno però un’aria tiepida e profumata di gelsomini e zucchero lo accolse. Il sole che tramontava spingeva prepotente i suoi ultimi raggi rossastri sul parquet dorato. Il corridoio silenzioso era pieno di minuscoli pulviscoli di luce. La cucina era calda e vuota. Lei, seduta sul tavolo, spolverava zucchero a velo su una grossa torta rotonda. In qualunque romanzo lui, che con gli anni è diventato ancora più figo, appena la vede, bellissima e timidissima, se ne innamora perdutamente. Fosse mio il romanzo, giusto per dire una cosa, farei lui più figo di lei. Così. Per riscattare il ruolo degli uomini che in questo genere di narrativa, per quanto possano essere belli, lo sono sempre meno delle donne pur avendo dalla loro il pregio di essere spesso coraggiosi, altruisti, etc.. Ma questa è una parentesi inutile dal momento che il romanzo non è mio e che a dire il vero non c’è nessun romanzo. Oggi dietro di me una ragazza parlava al telefono e raccontava più o meno questa storia, fino al punto in cui io l’ho interrotta. Parlava di questo Pietro, un tipo favoloso forse, o forse no ma comunque il nome non l’ho scelto io. Io semplicemente guardavo fuori dal finestrino, il sole stava tramontando, l’aria era tiepida e ascoltavo Norah Jones, quando l’autobus si è fermato di fronte ad una villetta dove un ragazzino leggeva in giardino. Così ho pensato di scrivere quello che avevo sentito, ricavandoci una storia che non so come va a finire perché la ragazza è scesa tre fermate prima di me. E, per la cronaca, era discretamente gnocca. ciaoGià da un po' penso che la vita sia solo un susseguirsi di partenze e arrivi.
La metafora dell'aeroporto è scontata.
Potevano venirmi in mente parole più belle da scrivere.
Non me ne sono venute.
Nella speranza che la vita ti riservi sempre una partenza
ed un posto dove tornare.
Buon viaggio Apologia di una Scatola in un giorno biancoLa Scatola Dei Dubbi stava là. Immobile. Severa, sopra il ripiano fragile di un armadio troppo piccolo, riposava quasi come una scatola vuota. Ma quel pomeriggio il cielo era troppo bianco, le strade troppe vuote e troppo il tempo per pensare. Fu così che Lei liberò la Scatola dal suo giaciglio e la posò per terra proprio di fronte a sé. E la aprì. La Scatola sbadigliò via il suo coperchio e mostrò la sua ugola di oggetti, parole, pensieri…cose riposte lì dentro solo per essere interrogate. "Come riesce la gente a farsi del male di continuo?" chiese Lei "Io nella vita penso di averlo fatto una volta sola, perché così pensavo che staremmo stati entrambi meglio. Alla fine sono stata meglio solo io". La Scatola Dei Dubbi si accigliò. "Ma era la cosa giusta da fare. Ne sei convinta ancora. Niente di quello che hai ti dà rimorsi" “Ne sono convinta ma resta il fatto che io ho chiuso la porta e lui è stato male. E questo perchè la vita è ingiusta con gli esseri umani. Porta persone giuste a conoscersi in un momento sbagliato oppure, ancora peggio, porta persone sbagliate a conoscersi nel momento giusto. Così resta il ricordo di una storia bellissima, semplice, leale ma di due persone che troppo spesso non si capivano, non si trovavano e non si sarebbero probabilmente mai trovate. Sarà che gli opposti si attraggono…ma poi come fanno ad abbracciarsi? I giorni passano e l'abitudine rosicchia via tutte le buone intenzioni, i sorrisi, le passeggiate e le vacanze…e alla fine quello che resta è solo un'altra giornata da non fare andare storta.” “Finchè uno dei due prende coraggio e chiude quella porta” disse la Scatola “Dimmi un po' tu, Coraggiosa: hai il fegato di ingoiare le lacrime di un altro per tutti i mesi che seguiranno? Vuoi fare la parte della cattiva in tutte le favole che si racconteranno? Te la senti davvero di chiudere in una scatola oggetti, parole, profumi solo perché “è la cosa giusta”? “E’ quello che ho fatto.” “Allora accomodati e chiudi quella porta e questo coperchio. Interrompi tutto. Anche se è S.Valentino. Anche se vi vedrete tutti i giorni. Anche se tutti quelli che conosci ti diranno "Ma...sei sicura?". Anche se lui resterà in un dignitoso silenzio e accettterà tutto con il tuo stesso coraggio. Anche se non farà che parlarne a chiunque spera potrà aiutarlo a superare un pochino il vuoto che ha dentro. Anche se il tempo passato insieme è tanto e gli oggetti troppi per una scatola sola. E troppe le parole, troppe le promesse, troppa la gente che vorrà fare un commento, troppi quelli che giudicheranno.” “Noi di cose insieme però dovevamo farne tante ancora, io ne avevo promesse a lui, lui ne aveva promesse a me…che senso ha fare delle promesse che non vuoi mantenere?” “ Ma le storie d'amore sono così, finiscono sempre sul più bello e chi è rimasto fuori da quella porta resta arrabbiato con l'altro per un tempo infinito. E l’altro che si è preso questo compito lo devo portare sempre. Non è una borsa troppo pesante che posi quando sei a casa, non è un vestito fastidioso che non vedi l'ora di togliere, non è nemmeno un lavoro noioso che vuoi finire. Le peggiori colpe sono quelle per stare meglio” “ Ma anche quando nessuno te lo fa più notare? Anche quando tutti dicono " Non potevi fare diversamente"? Anche se sei sereno…perchè la tua scelta torna sempre su di te a ricordarti quello che di bello c'è stato e la Scatola ti mette di fronte ai Dubbi che avevi, ai rimorsi…” “Perché in questa scatola c’è il tempo che è stato, che cancella i motivi e le decisioni prese con dolore. Lascia che tu veda solo due occhi con il fondo triste, una risata senza sorriso, gesti che ti ricordano tempi migliori. Il tempo cancella le ragioni delle cose, cancella la rabbia. Capovolgi questa Scatola e ne usciranno solo gioie. I ricordi non sono fatti per attizzare il fuoco della rabbia ma per proteggere la bellezza, la felicità e quanto di più fragile esiste. Quindi quando hai di fronte a te occhi dal fondo triste lascia che da questa scatola escano le promesse mancate che in quel momento erano giuramenti, le illusioni che erano progetti…e non lasciare che la ragione le tocchi. Quella serve a giustificare le scelte, a salvare gli attimi ci sono già io” naxosSono passata per un'isola della Grecia.
Le case bianche mi indicavano la strada che avevo ormai perso mentre con gli occhi seguivo l'azzurro del cielo.
"Segui la costa e il mare" dicevano. Ma qui non si capisce dove finisce il mare, è tutto troppo azzurro.
Camminavo e speravo di non perdermi tra gli aghi, i rovi e i cardi perchè lì, se ci cammini, fa male.
E l'aria è tersa e calda di sale che viene sù da quel mare dove una volta un re si è buttato per colpa di una bandiera che non doveva essere nera.
Bisogna coprirsi gli occhi qui, perchè la sabbia graffia e il vento la usa per fare male.
La prima persona che trovo chiedo dove sono.
Ma la prima persona è un pescatore, e i pescatori si sa non sanno indicarti la strada perchè la strada non la sanno nemmeno loro.
Anzi fosse per loro non ci sarebbero strade, solo onde e si seguirebbero quelle.
Il pescatore conosce i pesci, i polpi che appende sui fili, ma non la strada.
E la seconda persona è un vecchio su un asino. Troppi ricordi tra i capelli cicladici.
La strada...per lui è una sola, quella che fa il suo destriero, che nobile o no, gli è sempre stato fedele, più di molte donne passate di qui.
E di qui gente ne passa.
Turisti, viaggiatori, poeti...
In queste terre è nato l'uomo.
Quello vero, quello che pensa e scrive.
In queste terre è nato Ulisse, poco distante da qui, il pescatore lo saluta tutte le mattine.
Lo vede, proprio lì in fondo.
Qui Arianna è stata lasciata dall'ingrato.
Qui se ti perdi, un posto vale l'altro.
Pare che la fretta non sia arrivata qui.
Ha aspettato Arianna.
E aspettava Egeo, e la sua fretta ha regalato un nome a questo mare.
Nel giorno di Falcone (e di tutti gli ingenui come lui)“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.”
Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti"
La differenza tra una battaglia e la retorica sta nel sapere che cos'è la mafia. E per sapere cos'è la mafia la Sicilia bisogna conoscerla. E per conoscere la Sicilia bisogna incontrarla nei suoi lati peggiori, dove smette di essere mare, arancini, granite e carretti. Dove inizia la gente. Gente sconfitta, vigliacca, impaurita. Gente che vota chi li opprime, gente che non è mai stata libera. I siciliani devono ribellarsi alla mafia. Si dice così. Ribellarsi, in città dimenticate, dove lo Stato non arriva. Cristo si è fermato molto prima di Eboli. Con la mafia dobbiamo convivere. Dicono altri. Anzi, con la mafia devono convivere, sì perchè a me non me ne frega niente. E' così lontano il sud, io ormai sono cittadino d'Europa. Che me ne frega di quel sud vigliacco che ci rende tutti più poveri.Che me ne frega dell'Italia. Imparo le lingue così mi trasferisco all'estero e questo paese di merda lo lascio. Anzi ma perchè cazzo sono morti per darci una bandiera unica? Io me ne vado. Rivoluzioni non ne voglio fare. A me non me ne frega niente. Forse se diventerò capo di qualcosa che mi ha reso molto ricco la mafia mi passerà davanti e io ci pranzerò insieme tanto verrei assolto per mancanzadiprove/prescrizione e poi non sono io a dover combattere la mafia. Sono i siciliani.Io per ora me ne vado. Mi allontano tanto da non vedere più la forma dello stivale. Miglia e miglia. Ma se conto i passi che mi dividono da casa dello zu' Tano sono sempre cento.
CyranoVenite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto ! Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio. Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza ; godetevi il successo, godete finché dura ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli ? L'arrivismo ? All'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti ; venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte ; coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato ; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz'ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore ; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d'essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste perché Rossana è bella, siamo così diversi ; a parlarle non riesco, le parlerò coi versi. Venite gente vuota, facciamola finita : voi preti che vendete a tutti un'altra vita ; se c'è come voi dite un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Io tocco i miei nemici col naso e con la spada ma in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ; dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole ; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché ormai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano. Francesco Guccini oracolare direi"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto. E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (...) Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. (...) È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile".
(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001) Non sono mai stata solita dire cose come "Questo è quello che ci meritiamo" o "ormai non c'è più speranza di miglioramento".
Quello che è certo è che l'Italia si mostra sempre più un paese vecchio, conservatore e, ultimamente, (per ultimamente dico almeno negli ultimi dieci anni) è diventato anche piuttosto ignorante. Ignorante nel senso che non si vuole informare e che non vuole essere informato, un paese dove regna il qualunquismo, il "tantochemenefotteamme", un paese che si fa comprare dai demagoghi e dai venditori. Un paese dove regna la retorica, dove si inneggia a Falcone e Borsellino come fossero eroi di chissà quale battaglia e poi si fa di alcuni mafiosi delle vittime e di altri presidenti del consiglio. L'Italia è il paese dove ancora qualcuno ha il coraggio di dire "Finalmente non ci sono più comunisti al parlamento" e poi si vota chi proclama l'indipendenza di un territorio che non esiste (perchè la Padania non esiste!). Questa è L'Italia. L'italiano medio è quello che la moschea sotto casa non la vuole, quello che un siciliano è un mafioso, quello che non va a votare perchè "tanto a me non mi cambia niente". L'italiano è quello che parcheggia in doppia fila, quello che butta la spazzatura dalla finestra e vota Berlusconi perchè la sinistra ha sommerso Napoli di rifiuti, quello che guarda il Grande Fratello e pensa che non ci sia più la televisione di una volta, quello che non trova un taxi a pagarlo oro ma crede che i tassisti facciano bene a scioperare, quello che "tutti 'sti froci prima non c'erano", quello che pensa che il matrimonio sia alla base della società ma poi non si sposa perchè "prima bisogna provare a convivere". L'italiano è quello che d'estate se c'è traffico viaggia sulla corsia d'emergenza dell'AutoSole, quello che cerca sempre di non fare la fila al supermercato. L'italiano è quello che odia i rumeni perchè "sentito al tg che è successo?", quello che odia i cinesi perchè la cina è comunista, quello che "se non fosse per gli americani...", quello che "io non sono razzista però ci sono troppi extracomunitari in giro". L'italiano medio è questo e la nostra storia lo conferma. Noi siamo quelli che non hanno mai vinto le guerre da soli, quelli che abbiamo sempre fregato gli alleati, quelli che per unificarci abbiamo dovuto chiedere aiuto alle altre nazioni, quelli che ci siamo fatti la guerra tra noi per secoli. Siamo i guelfi e i ghibellini, i Gonzaga e gli Sforza, i fascisti e i comunisti, i settentrionali e i meridionali. Siamo un popolo che si sente unito solo quando gioca la Nazionale. E quando c'è da rimettersi in piedi. Lo abbiamo fatto dopo guerre, dittature, democrazia cristiana...C'è da augurarsi di cadere molto in basso (cosa neanche troppo difficile...) perchè esca il lato migliore dell'Italia che di questi tempi è mooolto mooolto nascosto.
Ricardo Flores Magón, Octubre 30 de 1920."Mientras ellos contaban dólares yo he gastado el tiempo contando las estrellas. Yo quería hacer un hombre de cada animal humano, ellos más prácticos han hecho un animal de cada hombre[...]". 27/3/08Ci sono cose che non ti aspetti mai che accadano. Stai sorridendo, senza motivo. Tutto d'un tratto la voglia di parlare ti è passata, vuoi solo ascoltare, sapere tutto. Più di quello che ti è dato da sapere. Vuoi restare a guardarlo così, e così resteresti anche ore. In silenzio. A fissare tutte le pieghe del suo volto. A come cambia a seconda delle espressioni. Con il naso che resta un punto fisso nell'infinito, in questa voglia eterna di te ritrovo quello che non ero più da anni ormai.
Questo lo scrivevo esattamente un anno fa. Oggi lo rileggevo e nulla è cambiato. Oggi come allora, resti il ragazzo che mi fa sospirare davanti ad un tramonto, ad una giornata di primavera, ad una frase d'amore, a due nuvole che si incontrano. Resti quello che ho aspettato tanto e che saprei aspettare altri mille anni se fosse necessario.
fiori e saleLa melodia dei rami di gelsomino suonati dal vento risuonava per tutto il sentiero sterrato che portava alla spiaggia. Lui seguiva il fruscio di foglie e petali profumati, il cantare stonato dei grilli e delle cicale mentre le lucciole accanto a lui si abbronzavano alla notte. Capire quando si arrivava alla spiaggia era semplice. Dove il suonare di petali diventava onde, il profumo di gelsomino era ormai sale e le lucciole diventavano stelle, quella era la spiaggia. Allora sapeva che poteva togliersi le scarpe e dare fiducia alla sabbia fresca. Andare verso il mare, scorgere a malapena qualche barca, pescatori audaci o miliardari festaioli. Avvicinarsi finchè la sabbia non aveva più granelli e le onde gli arrivavano sulle caviglie, docili e calde. E lì, in compagnia del vento sempre troppo caldo in quelle notti estive, aspettare. Cercava di ascoltare i rumori della notte, di fare silenzio, ma il suo cuore gli batteva forte contro il petto, rimbombava come un tamburo in una stanza vuota, forte, tanto forte che temeva qualcuno potesse sentirlo dalle barche.Oppure a casa. In fondo al sentiero sterrato, dove credevano stesse dormendo oppure fosse giù in piazza dove si tiravano anche le tre e le quattro a dire cazzate appoggiati ai motorini o alle ringhiere del lungo mare. Non si voltò quando si sentì chiamare per nome. Sorrise al cielo luccicante pensando che non era di un colore tanto diverso dagli occhi dietro di lui. - Devo sempre aspettarti…sarà così tutta la vita? Lo disse immaginando il delizioso arrossire di lei. Si voltò e la vide. E quel rossore sembrò fuoco su quella pelle chirissima che la luna illuminava di bianco fino a farla sembrare di cera. Le stelle le illuminavano gli occhi, di un nero di cui non si vedeva il fondo. Il profumo dei fiori e quello del sale si mischiarono. Lui la strinse e pensò che essere felici era davvero facile.
Il moloUna lunga passerella che si sdraia sul mare.
Il sole, rosso ormai sul filo sottile tra cielo e acqua
lascia capire solo dove finisce il mantello amaranto del giorno
e dove inizia la notte vellutata di scuro.
Dove c'è solo il tramonto e quel pezzo di legno
che fa camminare gli uomini
su quel mistero di rosso, blu e azzurro
che è l'oceano. pensieroHo riflettuto a lungo su che cos'è il talento. Ci pensavo proprio oggi per l'ennesima volta.
Pensavo fino a che punto sia giusto giustificare l'arroganza, le maniere pessime, l'egoismo con la frase "Eh ma è un'artista...bisogna capire!"
Allora ho pensato...ma come si fa ad essere artisti in qualcosa se non lo si è almeno in parte della propria vita?
Genio e sregolatezza, dicono. Già ma prima genio lo devi essere e poi definiamo sregolatezza.
Una volta, neanche troppo tempo fa, ho sentito dire che devi avere un gran casino dentro di te per creare qualcosa di pazzesco.
Il famoso caos dentro per far nascere la stella...
L'artista il caos lo domina, lo modella e con esso ci crea qualcosa. Non basta che la natura abbia fatto il regalo di saper cantare, dipingere, scrivere, recitare...etc etc.
La prima arte è dipingere ogni giorno sulla propria tela la vita. E' la delicatezza con cui si trattano i contorni dei personaggi che la animano, la cura che si mette negli sfondi, le pennellate dolci oppure il modo in cui il colore schizza solo sulla tela, non sullo spettatore.
Anche la voce più melodiosa può diventare stridula e le dita più delicate, rozze.
Ma questo chissà perchè tutti gli artistoidi, se lo dimenticano.
e...2008!Benvenuto 2008!!!La cosa più bella di quando inizia un nuovo anno è comprare un'agenda nuovae pensare subito a tutto quello che ci scriverai.Poi, prima di riporre nel cassetto quella vecchia, sfogliarla dall'inizio e accorgersi di quanto le parole che ci hai dipinto sopra non sono mai quelle che avevi immaginato sfogliandola la prima volta...(Anche se non c'erano le mie teodorine adorate...l'inizio d'anno più bello che potevo sperare!!!!)
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