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_AURORA_e con 'sto nome che vuoi pure il titolo?"Al mondo mai nulla di grande è stato fatto senza passione"
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naxosSono passata per un'isola della Grecia.
Le case bianche mi indicavano la strada che avevo ormai perso mentre con gli occhi seguivo l'azzurro del cielo.
"Segui la costa e il mare" dicevano. Ma qui non si capisce dove finisce il mare, è tutto troppo azzurro.
Camminavo e speravo di non perdermi tra gli aghi, i rovi e i cardi perchè lì, se ci cammini, fa male.
E l'aria è tersa e calda di sale che viene sù da quel mare dove una volta un re si è buttato per colpa di una bandiera che non doveva essere nera.
Bisogna coprirsi gli occhi qui, perchè la sabbia graffia e il vento la usa per fare male.
La prima persona che trovo chiedo dove sono.
Ma la prima persona è un pescatore, e i pescatori si sa non sanno indicarti la strada perchè la strada non la sanno nemmeno loro.
Anzi fosse per loro non ci sarebbero strade, solo onde e si seguirebbero quelle.
Il pescatore conosce i pesci, i polpi che appende sui fili, ma non la strada.
E la seconda persona è un vecchio su un asino. Troppi ricordi tra i capelli cicladici.
La strada...per lui è una sola, quella che fa il suo destriero, che nobile o no, gli è sempre stato fedele, più di molte donne passate di qui.
E di qui gente ne passa.
Turisti, viaggiatori, poeti...
In queste terre è nato l'uomo.
Quello vero, quello che pensa e scrive.
In queste terre è nato Ulisse, poco distante da qui, il pescatore lo saluta tutte le mattine.
Lo vede, proprio lì in fondo.
Qui Arianna è stata lasciata dall'ingrato.
Qui se ti perdi, un posto vale l'altro.
Pare che la fretta non sia arrivata qui.
Ha aspettato Arianna.
E aspettava Egeo, e la sua fretta ha regalato un nome a questo mare.
Nel giorno di Falcone (e di tutti gli ingenui come lui)“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.”
Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti"
La differenza tra una battaglia e la retorica sta nel sapere che cos'è la mafia. E per sapere cos'è la mafia la Sicilia bisogna conoscerla. E per conoscere la Sicilia bisogna incontrarla nei suoi lati peggiori, dove smette di essere mare, arancini, granite e carretti. Dove inizia la gente. Gente sconfitta, vigliacca, impaurita. Gente che vota chi li opprime, gente che non è mai stata libera. I siciliani devono ribellarsi alla mafia. Si dice così. Ribellarsi, in città dimenticate, dove lo Stato non arriva. Cristo si è fermato molto prima di Eboli. Con la mafia dobbiamo convivere. Dicono altri. Anzi, con la mafia devono convivere, sì perchè a me non me ne frega niente. E' così lontano il sud, io ormai sono cittadino d'Europa. Che me ne frega di quel sud vigliacco che ci rende tutti più poveri.Che me ne frega dell'Italia. Imparo le lingue così mi trasferisco all'estero e questo paese di merda lo lascio. Anzi ma perchè cazzo sono morti per darci una bandiera unica? Io me ne vado. Rivoluzioni non ne voglio fare. A me non me ne frega niente. Forse se diventerò capo di qualcosa che mi ha reso molto ricco la mafia mi passerà davanti e io ci pranzerò insieme tanto verrei assolto per mancanzadiprove/prescrizione e poi non sono io a dover combattere la mafia. Sono i siciliani.Io per ora me ne vado. Mi allontano tanto da non vedere più la forma dello stivale. Miglia e miglia. Ma se conto i passi che mi dividono da casa dello zu' Tano sono sempre cento.
CyranoVenite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto ! Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio. Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza ; godetevi il successo, godete finché dura ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli ? L'arrivismo ? All'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti ; venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte ; coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato ; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz'ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore ; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d'essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste perché Rossana è bella, siamo così diversi ; a parlarle non riesco, le parlerò coi versi. Venite gente vuota, facciamola finita : voi preti che vendete a tutti un'altra vita ; se c'è come voi dite un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Io tocco i miei nemici col naso e con la spada ma in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ; dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole ; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché ormai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano. Francesco Guccini una domandaLei sfiorò il braccio di Lui per attirare la sua attenzione ormai volata dall’altra parte del tavolo, verso altri discorsi. Lui si voltò a quel tocco timido che gli parve, a suo modo, audace. - Davvero hai una barca a vela? Glielo chiese con gli occhi luccicanti di una bambina. Lui sorrise. - Sì - le disse – Una barca piccola…si chiama Viandante. Lei non disse nulla ma lo guardò con occhi di velluto. Il suo sguardo implorava racconti, il suo sorriso luminoso lo avvolse. - E dimmi…com’è?- gli chiese. - Tu non sei mai stata in barca? - Solo come passeggera. Tu come ti senti quando la guidi? Lui corrucciò la fronte in tante piccole rughe. - Come mi sento…? - Sì, cosa senti…come stai…come ti senti insomma. È una domanda che ti mette in difficoltà? Glielo chiese candidamente, e attese la risposta appoggiando la guancia sulle nocche, fissandolo. Come mi sento. Nessuno mai mi ha chiesto prima d'ora come mi sento a fare qualcosa.. Mai nessuno mi ha chiesto come mi sento a fare tutto quello che faccio. Come mi sento quando studio. Come mi sento quando qualcosa non va come dovrebbe. Come mi sento quando mi sento male. Come mi sento quando mi sento bene. Come mi sento la mattina appena sveglio e la sera prima di addormentarmi. Come mi sento quando torno a casa la sera e mi guardo allo specchio dopo un’intera giornata. Nessuno ti chiede mai queste cose. E così anche tu finisci per non chiedertele più. Solo, ogni tanto ti osservi di sfuggita. Ah ciao sei qui anche tu. Finchè un giorno ti guardi e non ti riconosci più. E ti chiedi se c'è dell'altro oltre a due gambe che ti portano in giro. Ci sono due braccia che si caricano di impegni, un cervello affaticato, una bocca che parla nella speranza di dover dire meno la volta successiva, due occhi che decidi di aprire solo per guardare se c’è qualcosa che è meglio non vedere. Che altro? Quando mai qualcuno mi aveva chiesto come mi sento? E ora lei mi chiede come mi sento a guidare la barca…- Mi sento come uno che esce dalla metropolitana alle sette di sera il 15 Luglio. Mi sento come uno che si laurea Mi sento come uno che è diventato padre e fissa il suo bambino, mi sento come quel bambino. Appena nato, senza memoria di ieri e senza desideri per domani. Mi sento solo. Sento il silenzio. Mi sento capo di qualcosa che può decidere se obbedirmi o no. Mi sento come se comandassi ogni onda. Come se a guidare il mare...fossi io. Lei rimase in silenzio. Leggermente protesa in avanti. Le mani l'una sopra l'altra appoggiate sul tavolo. Gli occhi spalancati e lunghe ciglia quasi timorose di abbassarsi. Le labbra semiaperte. Niente da dire.- E sai che altro? - disse ancora Lui. Lei raddrizzò la schiena. - Dovremmo provare...insieme.
oracolare direi"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto. E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (...) Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. (...) È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile".
(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001) Non sono mai stata solita dire cose come "Questo è quello che ci meritiamo" o "ormai non c'è più speranza di miglioramento".
Quello che è certo è che l'Italia si mostra sempre più un paese vecchio, conservatore e, ultimamente, (per ultimamente dico almeno negli ultimi dieci anni) è diventato anche piuttosto ignorante. Ignorante nel senso che non si vuole informare e che non vuole essere informato, un paese dove regna il qualunquismo, il "tantochemenefotteamme", un paese che si fa comprare dai demagoghi e dai venditori. Un paese dove regna la retorica, dove si inneggia a Falcone e Borsellino come fossero eroi di chissà quale battaglia e poi si fa di alcuni mafiosi delle vittime e di altri presidenti del consiglio. L'Italia è il paese dove ancora qualcuno ha il coraggio di dire "Finalmente non ci sono più comunisti al parlamento" e poi si vota chi proclama l'indipendenza di un territorio che non esiste (perchè la Padania non esiste!). Questa è L'Italia. L'italiano medio è quello che la moschea sotto casa non la vuole, quello che un siciliano è un mafioso, quello che non va a votare perchè "tanto a me non mi cambia niente". L'italiano è quello che parcheggia in doppia fila, quello che butta la spazzatura dalla finestra e vota Berlusconi perchè la sinistra ha sommerso Napoli di rifiuti, quello che guarda il Grande Fratello e pensa che non ci sia più la televisione di una volta, quello che non trova un taxi a pagarlo oro ma crede che i tassisti facciano bene a scioperare, quello che "tutti 'sti froci prima non c'erano", quello che pensa che il matrimonio sia alla base della società ma poi non si sposa perchè "prima bisogna provare a convivere". L'italiano è quello che d'estate se c'è traffico viaggia sulla corsia d'emergenza dell'AutoSole, quello che cerca sempre di non fare la fila al supermercato. L'italiano è quello che odia i rumeni perchè "sentito al tg che è successo?", quello che odia i cinesi perchè la cina è comunista, quello che "se non fosse per gli americani...", quello che "io non sono razzista però ci sono troppi extracomunitari in giro". L'italiano medio è questo e la nostra storia lo conferma. Noi siamo quelli che non hanno mai vinto le guerre da soli, quelli che abbiamo sempre fregato gli alleati, quelli che per unificarci abbiamo dovuto chiedere aiuto alle altre nazioni, quelli che ci siamo fatti la guerra tra noi per secoli. Siamo i guelfi e i ghibellini, i Gonzaga e gli Sforza, i fascisti e i comunisti, i settentrionali e i meridionali. Siamo un popolo che si sente unito solo quando gioca la Nazionale. E quando c'è da rimettersi in piedi. Lo abbiamo fatto dopo guerre, dittature, democrazia cristiana...C'è da augurarsi di cadere molto in basso (cosa neanche troppo difficile...) perchè esca il lato migliore dell'Italia che di questi tempi è mooolto mooolto nascosto.
Ricardo Flores Magón, Octubre 30 de 1920."Mientras ellos contaban dólares yo he gastado el tiempo contando las estrellas. Yo quería hacer un hombre de cada animal humano, ellos más prácticos han hecho un animal de cada hombre[...]". 27/3/08Ci sono cose che non ti aspetti mai che accadano. Stai sorridendo, senza motivo. Tutto d'un tratto la voglia di parlare ti è passata, vuoi solo ascoltare, sapere tutto. Più di quello che ti è dato da sapere. Vuoi restare a guardarlo così, e così resteresti anche ore. In silenzio. A fissare tutte le pieghe del suo volto. A come cambia a seconda delle espressioni. Con il naso che resta un punto fisso nell'infinito, in questa voglia eterna di te ritrovo quello che non ero più da anni ormai.
Questo lo scrivevo esattamente un anno fa. Oggi lo rileggevo e nulla è cambiato. Oggi come allora, resti il ragazzo che mi fa sospirare davanti ad un tramonto, ad una giornata di primavera, ad una frase d'amore, a due nuvole che si incontrano. Resti quello che ho aspettato tanto e che saprei aspettare altri mille anni se fosse necessario.
fiori e saleLa melodia dei rami di gelsomino suonati dal vento risuonava per tutto il sentiero sterrato che portava alla spiaggia. Lui seguiva il fruscio di foglie e petali profumati, il cantare stonato dei grilli e delle cicale mentre le lucciole accanto a lui si abbronzavano alla notte. Capire quando si arrivava alla spiaggia era semplice. Dove il suonare di petali diventava onde, il profumo di gelsomino era ormai sale e le lucciole diventavano stelle, quella era la spiaggia. Allora sapeva che poteva togliersi le scarpe e dare fiducia alla sabbia fresca. Andare verso il mare, scorgere a malapena qualche barca, pescatori audaci o miliardari festaioli. Avvicinarsi finchè la sabbia non aveva più granelli e le onde gli arrivavano sulle caviglie, docili e calde. E lì, in compagnia del vento sempre troppo caldo in quelle notti estive, aspettare. Cercava di ascoltare i rumori della notte, di fare silenzio, ma il suo cuore gli batteva forte contro il petto, rimbombava come un tamburo in una stanza vuota, forte, tanto forte che temeva qualcuno potesse sentirlo dalle barche.Oppure a casa. In fondo al sentiero sterrato, dove credevano stesse dormendo oppure fosse giù in piazza dove si tiravano anche le tre e le quattro a dire cazzate appoggiati ai motorini o alle ringhiere del lungo mare. Non si voltò quando si sentì chiamare per nome. Sorrise al cielo luccicante pensando che non era di un colore tanto diverso dagli occhi dietro di lui. - Devo sempre aspettarti…sarà così tutta la vita? Lo disse immaginando il delizioso arrossire di lei. Si voltò e la vide. E quel rossore sembrò fuoco su quella pelle chirissima che la luna illuminava di bianco fino a farla sembrare di cera. Le stelle le illuminavano gli occhi, di un nero di cui non si vedeva il fondo. Il profumo dei fiori e quello del sale si mischiarono. Lui la strinse e pensò che essere felici era davvero facile.
Se sei cretino non fare il web master, un dramma contemporaneoVado in segreteria e la prima volta mi dicono che devo andare dall'altra parte di Pavia per riavere la mia password e devo pure pagare una multa (per le loro macchinette stronze!), la seconda volta la segretaria più clemente dice che posso mandare un e mail a questo tipo che è il web master. Va bene, preparo l'e mail: "Ciao la macchinetta degli statini ha voluto che cambiassi la vecchia password automaticamente e ora non so più la nuova. Forse puoi aiutarmi a recuperarla grazie" aggiungo numero di matricola ecc ecc. Il giorno dopo la risposta è: " Controlla bene, troverai la tua password è sul foglio di immatricolazione". Deficente ma hai capito o no che quella password non la legge più??? Ma secondo te non lo so che sul foglio di immatricolazione c'è?? Ti pare che se quella funzionava ti venivo a rompere i coglioni??? Vado per provare e infatti quella vecchia non funziona!!! Sto invecchiando di 20 anni con sta storia...La morale di questa drammatica storia è: guardatevi dai Web master e soprattutto da quello dell'università di Pavia! Il moloUna lunga passerella che si sdraia sul mare.
Il sole, rosso ormai sul filo sottile tra cielo e acqua
lascia capire solo dove finisce il mantello amaranto del giorno
e dove inizia la notte vellutata di scuro.
Dove c'è solo il tramonto e quel pezzo di legno
che fa camminare gli uomini
su quel mistero di rosso, blu e azzurro
che è l'oceano. pensieroHo riflettuto a lungo su che cos'è il talento. Ci pensavo proprio oggi per l'ennesima volta.
Pensavo fino a che punto sia giusto giustificare l'arroganza, le maniere pessime, l'egoismo con la frase "Eh ma è un'artista...bisogna capire!"
Allora ho pensato...ma come si fa ad essere artisti in qualcosa se non lo si è almeno in parte della propria vita?
Genio e sregolatezza, dicono. Già ma prima genio lo devi essere e poi definiamo sregolatezza.
Una volta, neanche troppo tempo fa, ho sentito dire che devi avere un gran casino dentro di te per creare qualcosa di pazzesco.
Il famoso caos dentro per far nascere la stella...
L'artista il caos lo domina, lo modella e con esso ci crea qualcosa. Non basta che la natura abbia fatto il regalo di saper cantare, dipingere, scrivere, recitare...etc etc.
La prima arte è dipingere ogni giorno sulla propria tela la vita. E' la delicatezza con cui si trattano i contorni dei personaggi che la animano, la cura che si mette negli sfondi, le pennellate dolci oppure il modo in cui il colore schizza solo sulla tela, non sullo spettatore.
Anche la voce più melodiosa può diventare stridula e le dita più delicate, rozze.
Ma questo chissà perchè tutti gli artistoidi, se lo dimenticano.
e...2008!Benvenuto 2008!!!La cosa più bella di quando inizia un nuovo anno è comprare un'agenda nuovae pensare subito a tutto quello che ci scriverai.Poi, prima di riporre nel cassetto quella vecchia, sfogliarla dall'inizio e accorgersi di quanto le parole che ci hai dipinto sopra non sono mai quelle che avevi immaginato sfogliandola la prima volta...(Anche se non c'erano le mie teodorine adorate...l'inizio d'anno più bello che potevo sperare!!!!)
Di tutte le canzoni...1)QUELLA CHE VORRESTI AVER SCRITTO TU: "Come away with me" di Norah Jones 2)QUELLA CHE VORRESTI FOSSE STATA SCRITTA PER TE: "Se stasera sono qui", Luigi Tenco 3)QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA TUA INFANZIA: "Buonanotte fiorellino" di De Gregori, tutte quelle degli 883. 4) QUELLA CHE RIASSUME LA TUA ADOLESCENZA: Masini, "La libertà" soprattutto. 5)QUELLA CON CUI VORRESTI SVEGLIARTI: "Volare", Domenico Modugno 6)QUELLA CHE VORRESTI PER UN TRAMONTO: "Kiss the Rain" di Billie Myers 7)QUELLA DA SUONARE CON GLI AMICI SULLA SPIAGGIA: eh vabbè...per forza "La canzone del sole" oppure "Certe Notti" 8)QUELLA CHE TI FA VENIRE VOGLIA DI BALLARE: "Waiting for tonight" di Jennifer Lopez 9)QUELLA CHE NON VUOI SENTIRE MAI PIU': "Domani", Articolo 31 10)QUELLA CHE ODIAVI E ADESSO AMI: "Ironic", Alanis Morisette 11)QUELLA CHE VORRESTI AL TUO MATRIMONIO: "Più bella cosa" di Eros 12)QUELLA CHE VORRESTI AL TUO FUNERALE: "Only Time", Enya 13)QUELLA CHE DESCRIVE PERFETTAMENTE UN MOMENTO DELLA TUA VITA: "Le cose che hai amato di più" Biagio Antonacci ma sono tante... 14)QUELLA CHE TI PIACE NELLA COLLEZIONE DEI TUOI GENITORI: "Eskimo" di Guccini, "Avrai" di Baglioni. 15)QUELLA CHE PIACE AI TUOI GENITORI NELLA TUA COLLEZIONE: "Don Raffaè", Fabrizio De Andrè 16)QUELLA CHE NON CONOSCERESTI SE NON FOSSE PER UN TUO AMICO: "Leggero" di Ligabue. 17)QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA PRIMA COTTA: "Ricordati di me" di Venditti 18)QUELLA CHE TI FA PENSARE AL SESSO: "Santa Maria de Buena Aire" , Gotan project 19)QUELLA CHE TI FA PENSARE ALLA SOLITUDINE: "Alice" di De Gregori 20)QUELLA PER QUANDO SEI INCAZZATO: "Vaffanculo" di Masini 21)QUELLA CON IL MIGLIOR FINALE: "In the Mood", Glenn Miller 22)QUELLA CON IL MIGLIOR INIZIO: "Something Stupid" , Frank & Nancy Sinatra 23)QUELLA CHE PIU' TI ESTRANIA DALLA REALTA' : "Adiemus", Enya 24)QUELLA PIU' TRISTE: "Se tornerai", Biagio Antonacci 25)QUELLA CHE QUANDO LA SENTI TI FA SENTIRE UN GRAN FIGO: "Aisha", Cheb Maleb. 26)QUELLA PIU' BRUTTA CHE HAI IN CASA: "Candy Shop" di 50 Cents, "Anima mia" dei Cugini di Campagna. 27)QUELLA CHE TI RICORDA LA TUA STORIA D'AMORE : "E fuori è buio", Tiziano Ferro 28)LA MIGLIORE DI UNA COLONNA SONORA: quella di Chicago!! 29)LA MIGLIOR COVER: "For Once in my life" di Frank Sinatra cantata da Michael Bublè 30)LA MIGLIORE DA SENTIRE IN VIAGGIO: tutte quelle di Norah Jones! 31)QUELLA PER USCIRE CON GLI AMICI E FARE CASINO: "People from Ibiza" di Sandy Marton!!! 32)QUELLA CHE ASCOLTERESTI MENTRE SEI NELLO SPAZIO E SI SGANCIA IL CORDONE CHE TI LEGA ALLA NAVICELLA (TANTO SAI CHE VENGONO A PRENDERTI): "Libiamo" dalla Traviata. 33)QUELLA CON CUI SOSTITUIRESTI "WE ARE THE CHAMPIONS": "Somebody to love" 34)QUELLA CHE TI METTE OTTIMISMO: "Primavera" di Marina Rei 35)QUELLA CHE FA PIU' PAURA AL BUIO: "Frozen" di Madonna 36)QUELLA DA CANTARE SOTTO LA DOCCIA: "Bella" di Jovanotti 37)QUELLA PER LA TUA CITTA': "Si è spento il sole" di Celentano!!! 38)QUELLA CON IL MIGLIOR DUETTO: "Parole parole" Mina&Alberto Lupo 39)QUELLA CON IL TESTO PIU' ORIGINALE: "Brava" di Mina 40)QUELLA CON IL TESTO PIU' BELLO CHE HAI MAI SENTITO: "Titanic" di De Gregori, "Khorakhanè" di De Andrè 41)QUELLA CHE TI HANNO DEDICATO: "Io amo" di Fausto Leali, "Unwritten" Natasha Beddinfield. 42)QUELLA SU CUI FARE L'AMORE: "Sax in the Garden" di Barry White |
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